L’espressione Famiglia, “come Chiesa domestica”, è presente nella costituzione conciliare Lumen gentium per evidenziare i profondi rapporti che esistono tra la Chiesa “in grande” e la Chiesa “in miniatura”, vale a dire la famiglia cristiana fondata sul sacramento del matrimonio, con il quale i coniugi cristiani «significano e partecipano il mistero di unità e di fecondo amore che intercorre fra Cristo e la Chiesa (cfr. Ef. 5,32)».

Questa “definizione” della comunità coniugale si è rivelata assai feconda per lo sviluppo della pastorale familiare nel periodo successivo al Concilio Vaticano II. Nella stessa Gaudium et spes l’attenzione al matrimonio e alla famiglia è posta come prima tra le «numerose questioni che oggi destano l’interesse generale» e «meritano particolare menzione» (n. 46).

A distanza di alcuni decenni dalla riscoperta e conseguentemente dal rilancio della dimensione ecclesiale e quindi pastorale della famiglia e del suo fondamentale compito di evangelizzazione, mi pare tutt’altro che inutile, anzi di rinnovato  interesse e di stimolante fecondità – soprattutto per le nuove generazioni, affinché non perdano questa preziosa memoria storica – tentare innanzitutto un bilancio del cammino che la Chiesa italiana ha compiuto dal Concilio Vaticano II ad oggi (1), allo scopo poi di mettere in luce la consapevolezza sempre più maturatasi sia circa i fondamenti antropologici e teologici della “ministerialità” della famiglia, sia dei contenuti basilari della sua partecipazione alla missione evangelizzatrice della Chiesa (2), e, infine, per individuare le sfide culturali e i nodi critici che la pastorale familiare ha oggi davanti a sé per radicarsi e svilupparsi sempre più nelle nostre comunità diocesane e parrocchiali (3), in realtà ancora in ritardo rispetto alle prospettive davvero esaltanti e impegnative che l’Episcopato ha individuato tempestivamente, vorrei dire “profeticamente”.

Già qui manifesto una mia impressione, che ritengo però realistica: c’è una distanza – che esige di essere più prontamente e coraggiosamente colmata – tra la singolare ricchezza profetica dei testi del Magistero e il cammino pastorale ancora disomogeneo e lento di non poche nostre comunità.